L'azienda agricola
Tre vignaioli, una Toscana inaspettata
Noi di Malgiacca siamo tre Saverio, Lisandro e Gimmi e portiamo avanti quest’avventura da quasi dieci anni.
Produciamo vini pieni di carattere che mostrano la vibrante delicatezza delle colline a nord‑est della storica città di Lucca, una Toscana inaspettata e dolce a due passi dal mare.
Tutto è cominciato dal voler restituire voce a vigne che venivano via via abbandonati: vecchi impianti, talvolta quasi dimenticati, che custodivano uve dai nomi perduti e saperi contadini di cui non si parla più.
Siamo vignaioli, custodi del territorio che abitiamo e abbiamo scelto di farli tornare a vivere.
Saggezza contadina suggerisce vigneti con uve diverse, e i nostri vini restituiscono nel bicchiere questo terroir ricco di storia e biodiversità.
“Il vino è soprattutto espressione della fertilità della terra, e la terra ha bisogno di respirare, come noi.”
Malgiacca
Anni di avventura
Etichette prodotte
Terroir geologici
Pesticidi · chimica
Filosofia
Ascoltare la terra.
La biodinamica, prima ancora che una pratica agricola, è uno sguardo sul mondo.
Prendersi cura della terra significa, prima di tutto, imparare a osservarla e ad ascoltarla.
I prodotti agricoli sono innanzitutto espressione della fertilità del suolo, le colture traggono nutrimento dall’humus e dalla vita in esso racchiusa, assorbono luce, energia, acqua, e restituiscono frutti. Un suolo ricco di humus è un suolo vivo, capace di respirare, di trattenere l’acqua, di nutrire le piante e di accompagnarne la crescita con forza ed equilibrio.
I prodotti che ne derivano, al di là delle caratteristiche specifiche del territorio, avranno sempre il fascino di un prodotto vivo che porta con sé la luce.
Agricoltura biodinamica
L’agricoltura biodinamica nasce quasi un secolo fa, ispirata dagli insegnamenti del filosofo Rudolf Steiner. Si basa sull’uso di preparati utili a stimolare dinamicamente la fertilità della terra ed evita l’uso di pesticidi, diserbanti e molecole chimiche in genere. Ma questo non è che un aspetto, il tassello ultimo di un percorso che inizia dall’osservazione e che porta alla comprensione, alla partecipazione e alla responsabilità. L’uomo è la figura centrale del processo agricolo. È pur vero che i preparati biodinamici sono portatori di impulsi, servono a sostenere la vita e a veicolare la luce, ma sarebbero inutili senza l’attiva e creativa collaborazione dell’agricoltore che osserva, ascolta e interviene laddove necessario. L’ottica non è quella di curare, ma di costruire salute.
Uve miste
I vigneti lucchesi non conoscono il mono-vitigno, ma vedono coesistere in uno stesso appezzamento molte uve diverse. Questo succede innanzitutto per buonsenso contadino. Il clima lucchese è spesso imprevedibile e piantando più uve si è certi di arrivare in qualche modo alla giusta maturazione. In secondo luogo Lucca è stata storicamente terra di mercanti che hanno girato il mondo e tornando hanno portato con loro uve di diversa provenienza. Per noi vignaioli è una grande fortuna perché più uve ci sono e più si beve il territorio.
Fermentazioni spontanee
Niente lieviti selezionati, niente controllo della temperatura. Diraspatura a mano su un setaccio, pigiatura con i piedi, fermentazione naturale in piccoli mastelli. In cantina usiamo anfora, cemento, acciaio e legno (mai nuovo) a seconda di quello che la singola uva richiede.
Agricoltura biodinamica
L’agricoltura biodinamica nasce quasi un secolo fa, ispirata dagli insegnamenti del filosofo Rudolf Steiner. Si basa sull’uso di preparati utili a stimolare dinamicamente la fertilità della terra ed evita l’uso di pesticidi, diserbanti e molecole chimiche in genere. Ma questo non è che un aspetto, il tassello ultimo di un percorso che inizia dall’osservazione e che porta alla comprensione, alla partecipazione e alla responsabilità. L’uomo è la figura centrale del processo agricolo. È pur vero che i preparati biodinamici sono portatori di impulsi, servono a sostenere la vita e a veicolare la luce, ma sarebbero inutili senza l’attiva e creativa collaborazione dell’agricoltore che osserva, ascolta e interviene laddove necessario. L’ottica non è quella di curare, ma di costruire salute.
Uve miste
I vigneti lucchesi non conoscono il mono-vitigno, ma vedono coesistere in uno stesso appezzamento molte uve diverse. Questo succede innanzitutto per buonsenso contadino. Il clima lucchese è spesso imprevedibile e piantando più uve si è certi di arrivare in qualche modo alla giusta maturazione. In secondo luogo Lucca è stata storicamente terra di mercanti che hanno girato il mondo e tornando hanno portato con loro uve di diversa provenienza. Per noi vignaioli è una grande fortuna perché più uve ci sono e più si beve il territorio.
Fermentazioni spontanee
Niente lieviti selezionati, niente controllo della temperatura. Diraspatura a mano su un setaccio, pigiatura con i piedi, fermentazione naturale in piccoli mastelli. In cantina usiamo anfora, cemento, acciaio e legno (mai nuovo) a seconda di quello che la singola uva richiede.
“Sappiamo di essere parte della natura stessa, di essere uno degli elementi che compongono un organismo vivente regolato da equilibri preziosi che vanno riconosciuti e con cui occorre confrontarsi. "
Malgiacca
Lucca biodinamica
Facciamo parte di Lucca Biodinamica, una rete di contadini che condivide il metodo agricolo biodinamico: preparati naturali per stimolare la fertilità della terra, zero pesticidi, diserbanti o molecole chimiche. Lucca è oggi un esempio di come sia possibile condividere esperienze e fare rete, un’area votata storicamente all’indipendenza che vede la presenza di un’altissima percentuale di produttori biodinamici che parlano tra loro, si confrontano e contribuiscono con responsabilità alla crescita di questo territorio incantevole. Formidabile e fondamentale è stato l’aiuto di Alex Podolinsky, che per più di sessant’anni si è dedicato allo sviluppo e alla divulgazione dell’agricoltura biodinamica e che ha saputo accendere una scintilla insegnando a noi agricoltori lucchesi come si possa percepire attivamente la natura e interagire con essa.
Il nostro cru
Madrigali
Come nasce
un vino selvatico
Dal bosco alla bottiglia, senza compromessi
100% Biodinamica
Preparati 500 e 501 fatti a mano, ritmi lunari, zero chimica.
La vigna è un organismo vivente e la trattiamo come tale.
Uve Antiche
Sangiovese al 90% accompagnato da Ciliegiolo e Canaiolo.
Fermentazione Spontanea
Nessun lievito selezionato, nessun controllo di temperatura. Pigiatura con i piedi, mastelli di legno, la natura fa il resto.
Terroir Pleistocenico
Suoli antichi di 2–5 milioni di anni. Argille e sabbie fluvio-lacustri che danno mineralità e complessità irripetibili.
Scopri la vigna e il metodo che danno vita al Madrigali
Le etichette
I nostri vini
Nove etichette, tre terroir geologici, un’unica filosofia: la terra deve poter respirare.

Bianco

Biancolìtro

Dalìtro

MadJack

Madrigali

Rosso

Santa Rosalia

Sommossa

Tingolli
Il territorio
Una Toscana inaspettata, a due passi dal mare
Sulla mappa siamo un piccolo triangolo verde tra la città di Lucca e le Alpi Apuane. Boschi, uliveti, vigne e un microclima che gli altri toscani ci invidiano: l’aria del mare arriva qui mitigata, le escursioni termiche sono marcate, le piogge quando tornano portano davvero acqua.
Abbiamo vigneti su tre dei quattro principali terroir geologici della Lucchesia. Tre terre molto diverse fra loro, ognuna con la sua voce. Ogni etichetta racconta la sua.
I tre terroir
Tre luoghi che
fanno il vino.
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Alluvioni
di Gragnano
Terreni alluvionali profondi e fertili, giovani sul piano geologico. Ricchi di sostanza organica, donano al vino una freschezza naturale e una beva immediata.
Lago
Pre-glaciale
Antichi fondali lacustri intorno a Gragnano. Il Malgiacca Rosso e il Bianco esprimono la vibrante delicatezza di questi suoli formatisi in epoche lontanissime.
Argille
Collinari
Argille calcaree di alberese a 280 mt slm. Qui il Madrigali matura lentamente, mentre poco distante il Tingolli cresce tra suoli pleistocenici circondato dai boschi.
Il team
I nostri vignaioli
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